{"id":3160,"date":"2017-05-15T14:26:05","date_gmt":"2017-05-15T13:26:05","guid":{"rendered":"http:\/\/campagneistituzionali.it\/carnerossa\/?p=3160"},"modified":"2017-07-20T16:49:29","modified_gmt":"2017-07-20T15:49:29","slug":"otto-false-convinzioni-sugli-allevamenti-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/campagneistituzionali.it\/carnerossa\/otto-false-convinzioni-sugli-allevamenti-italiani\/","title":{"rendered":"Otto false convinzioni sugli allevamenti italiani"},"content":{"rendered":"<p><strong>1.\u00a0Negli allevamenti ogni giorno vengono somministrati antibiotici agli animali per farli ingrassare pi\u00f9 velocemente<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. Gli antibiotici sono molecole farmacologicamente attive contro i batteri e vengono utilizzate per curare le infezioni batteriche di animali o gruppi di animali. La credenza che gli allevamenti intensivi facciano un uso quotidiano di antibiotici deriva dall\u2019impiego, consentito in passato ma oggi assolutamente vietato in Europa, di somministrare basse dosi di antibiotici, preferibilmente con i mangimi, per accelerare l\u2019incremento ponderale degli animali e per renderli pi\u00f9 produttivi. Attualmente, invece, non \u00e8 consentito l\u2019uso di antibiotici se non a fini terapeutici. Infatti, con l&#8217;emergere di preoccupazioni per la resistenza agli antimicrobici di batteri isolati nell\u2019uomo e negli animali, dal 1997 nell&#8217;Unione Europea sono stati vietati come promotori della crescita gli antibiotici utilizzati anche nel trattamento di patologie umane. L&#8217;Unione Europea ha poi vietato l&#8217;utilizzo di tutti i restanti antimicrobici utilizzati come promotori della crescita a partire dal 1\u00b0 gennaio 2006. Ogni anno in Italia vengono analizzati, per la ricerca di farmaci veterinari, circa 25.000 campioni di alimenti (circa l\u201988% relativi al settore della carne) e solo lo 0,09% dei campioni risulta superare il limite consentito dalla legge.<\/p>\n<p><strong>2. I vitelloni devono essere trattati con ormoni per avere la muscolatura rossa soda e morbida<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. In Europa, la somministrazione di ormoni agli animali zootecnici \u00e8 vietata per l\u2019effetto che queste molecole possono avere nell\u2019organismo del consumatore quando \u201cresiduano\u201d nel muscolo, che viene consumato sotto forma di carne in cucina. Contrariamente a quanto avviene negli Stati Uniti, dove sono consentiti negli animali impianti sottocutanei a lento rilascio di ormoni, la normativa Europea utilizza il cosiddetto approccio di \u201ctolleranza zero\u201d per le sostanze pi\u00f9 pericolose per il consumatore. Ogni anno in Italia vengono analizzati, per la ricerca di sostanze ad effetto anabolizzante o sostanze non autorizzate, circa 16.000 campioni di alimenti o di matrici utili a smascherare il trattamento illecito. Il numero di campioni non conformi che risulta dai rapporti ufficiali del Ministero della Salute parla di circa 0,06% di risultati non soddisfacenti.<\/p>\n<p><strong>3.\u00a0La carne di maiale ha la salmonella perch\u00e9 ai suini piace rotolarsi nelle proprie feci<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. Se i suini sono allevati in spazi e strutture adeguate, tendono a mantenere pulito il luogo in cui vivono, scegliendo di defecare in una zona precisa del box. La salmonella \u00e8 un batterio responsabile di enteriti a seguito di ingestione di alimenti contaminati. Tra gli oltre 1.200 tipi di salmonelle esistenti, alcune hanno una predilezione particolare per l\u2019intestino dei suini. Per questo, tra gli alimenti pi\u00f9 spesso responsabili di salmonellosi, ci sono i prodotti a base di uova e i prodotti della filiera suina. La presenza di questo batterio nella carne \u00e8 quasi sempre da imputare a una contaminazione in fase di macellazione, quando, a seguito di manualit\u00e0 imprecise o non corrette, il contenuto del pacchetto intestinale pu\u00f2 entrare in contatto con le parti della carcassa destinate all\u2019alimentazione. Le contaminazioni possono poi trascinarsi nelle successive fasi di lavorazione, come il sezionamento o le preparazioni di altri prodotti alimentari e arrivare nel frigorifero del consumatore. \u00c8 doveroso tuttavia ricordare che la corretta cottura della carne elimina il pericolo della salmonella, uccidendo le forme batteriche eventualmente presenti.<\/p>\n<p><strong>4.\u00a0La carne italiana \u00e8 sana ma quella degli animali francesi no<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. La carne che viene commercializzata in Europa, a prescindere dalla provenienza o dal luogo in cui sono avvenute le diverse fasi produttive (allevamento, macellazione, sezionamento), risponde alle stesse norme in materia di sicurezza alimentare. Ogni Paese, poi, vanta livelli culturali diversi in materia agroalimentare, tradizioni zootecniche differenti anche in base alla conformazione del territorio o alle razze di animali tradizionalmente allevate. Le differenti tipologie di allevamento o la variet\u00e0 organolettica delle carni prodotte possono quindi variare tra i vari Paesi, ma il livello di sicurezza delle carni in commercio sul territorio comunitario deve essere sempre garantito.<\/p>\n<p><strong>5.\u00a0Negli allevamenti non ci sono controlli<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. L\u2019Unione Europea ogni anno organizza e programma i piani di controllo in materia di sicurezza alimentare. Con un approccio di verifica dal campo alla tavola, la Commissione Europea delinea i controlli\u00a0che gli operatori del Sistema Sanitario Nazionale devono effettuare sul territorio e definisce i campionamenti per le analisi di laboratorio, in base al rischio che si evince dalle risultanze dei piani degli anni precedenti. All\u2019interno di questi piani, sono inclusi anche i controlli nelle aziende della cosiddetta produzione primaria: dai mangimifici, agli allevamenti ai depositi per alimenti zootecnici o altre strutture variamente coinvolte nella filiera agroalimentare. Nel contesto di tali piani, sono effettuate verifiche sia documentali sui capi allevati, sulle ricette di farmaci o sulla scorta di medicinali veterinari detenuti in allevamento, ma anche verifiche fisiche e campionamenti, ad esempio per la ricerca di sostanze vietate nelle urine, somministrate agli animali in maniera fraudolenta. Proprio come gli esami antidoping ai calciatori dopo le gare, anche questi prelievi sono fatti a campione e senza preavviso. O ancora si effettuano verifiche relativamente alla biosicurezza, a livello di benessere che viene garantito agli animali allevati e alla qualit\u00e0 dei mangimi somministrati.\u00a0L\u2019Italia \u00e8 la prima della classe in Europa per il numero di campioni esaminati. Il nostro Paese, infatti, effettua circa il 30% di controlli in pi\u00f9 rispetto al minimo indicato dalle norme comunitarie.<\/p>\n<p><strong>6.\u00a0I w\u00fcrstel sono preparati con le pelli, le ossa e gli zoccoli degli animali<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. Sebbene non si possa dire che le materie prime utilizzate per i w\u00fcrstel siano pregiate o di prima scelta, non \u00e8 corretto affermare che pelli, ossa e zoccoli entrino a far parte dei loro ingredienti.\u00a0Il processo produttivo dei salsicciotti da tutti conosciuti prevede che le materie prime vengano finemente triturate in un impasto omogeneo, addizionate di additivi e aromi, insaccati in un sottilissimo budello, cotti e affumicati e, successivamente, confezionati e pastorizzati.\u00a0Il basso prezzo di mercato del prodotto suggerisce come, per la sua produzione, non siano utilizzati i tagli pregiati. Tuttavia, alcune aziende italiane stanno iniziando a produrre w\u00fcrstel con impasti di qualit\u00e0, destinati a una particolare fetta di mercato.<\/p>\n<p><strong>7.\u00a0I vitelli vengono tenuti in strette gabbie di legno e senza possibilit\u00e0 di muoversi affinch\u00e9 le loro carni sembrino pi\u00f9 bianche<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>. Il tradizionale sistema di allevamento del vitello a carne bianca, basato sulla stabulazione in gabbie individuali in legno che non consentono il normale movimento degli animali, \u00e8 stato vietato grazie all\u2019applicazione di normative comunitarie emanate agli inizi degli anni \u201990. L\u2019applicazione di tali normative, a partire dal 31 dicembre 2003, ha imposto l\u2019eliminazione della gabbia singola a favore dei box di gruppo, per tutti gli animali al di sopra delle 8 settimane di et\u00e0. \u00c8 scientificamente dimostrato, infatti, che la vita di gruppo favorisce una migliore libert\u00e0 di movimento, la possibilit\u00e0 di sviluppare stimoli diretti (tattili, visivi, olfattivi e uditivi) e un migliore adattamento alle condizioni ambientali. La stabulazione in box singoli \u00e8 consentita entro i primi due mesi di et\u00e0, purch\u00e9 vengano rispettate le dimensioni minime delle gabbie come indicato in un decreto legislativo nazionale (n. 126 del 2011). Tali gabbie, inoltre, devono garantire la possibilit\u00e0 di contatto tattile e visivo con altri vitelli per poter sviluppare al meglio i comportamenti sociali e le interazioni tipiche della specie.<\/p>\n<p><strong>8.\u00a0Tutti i vitelli appena nati vengono allontanati dalla madre con grande sofferenza per entrambi<\/strong><br \/>\n<strong>Falso<\/strong>.\u00a0Negli allevamenti di vitelli da carne, i piccoli sono quasi sempre mantenuti con la madre e nutriti da essa in modo naturale fino allo svezzamento, anche perch\u00e9 il latte delle bovine di razze da carne non entra quasi mai nel circuito del latte alimentare ad uso umano. Tuttavia, \u00e8 necessario considerare che da 10.000 anni le bovine sono utilizzate dall\u2019uomo per la produzione sia di carne che di latte. L\u2019allontanamento dei vitelli dalla madre \u00e8 una pratica utilizzata nell\u2019allevamento della vacca da latte, al fine di produrre latte per il consumo umano. Bench\u00e9 si tratti di una pratica manageriale ben diversa da quanto accade in natura, un corretto distacco dalla madre e una buona gestione dei vitelli dopo la nascita, garantiscono il rispetto delle cinque libert\u00e0 fondamentali degli animali di allevamento: libert\u00e0 dalla sete, dalla fame e dalla cattiva nutrizione; libert\u00e0 di avere un ambiente fisico adeguato; libert\u00e0 dal dolore, dalle ferite, dalle malattie; libert\u00e0 di manifestare le caratteristiche comportamentali specie-specifiche normali; libert\u00e0 dalla paura e dal disagio.<\/p>\n<p><em><strong>Maria Caramelli<\/strong><\/em><br \/>\n<em>Comitato scientifico COSNALA<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1.\u00a0Negli allevamenti ogni giorno vengono somministrati antibiotici agli animali per farli ingrassare pi\u00f9 velocemente Falso. 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