{"id":3976,"date":"2017-09-03T08:50:25","date_gmt":"2017-09-03T07:50:25","guid":{"rendered":"http:\/\/campagneistituzionali.it\/carnerossa\/?p=3976"},"modified":"2017-09-13T10:52:16","modified_gmt":"2017-09-13T09:52:16","slug":"i-grassi-animali-non-sono-killer-del-cuore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/campagneistituzionali.it\/carnerossa\/i-grassi-animali-non-sono-killer-del-cuore\/","title":{"rendered":"I grassi animali non sono killer del cuore"},"content":{"rendered":"<p><em>Eccessivo l\u2019allarme sul consumo di grassi. Lo ha dimostrato uno studio presentato al <\/em><em>Congresso Europeo di Cardiologia di Barcellona<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 chiuso a fine agosto a Barcellona il Congresso Europeo di Cardiologia che ha riunito pi\u00f9 di 30.000 professionisti e specialisti, rappresentando la <strong>conferenza internazionale pi\u00f9 importante nel campo della scienza, della prevenzione e cura delle malattie cardiovascolari<\/strong>.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, poche sono state le novit\u00e0 nel campo delle cure farmacologiche della patologia che miete pi\u00f9 vittime nel mondo. Al contrario, importanti quelle in campo preventivo, in particolare uno studio canadese che ha spiegato perch\u00e9 le continue raccomandazioni di limitare i <strong>grassi nell&#8217;alimentazione<\/strong>, per salvaguardare la salute del cuore, sono quantomeno eccessive.<\/p>\n<p><strong>Cosa emerge dallo studio<br \/>\n<\/strong>Un gruppo di qualificati ricercatori canadesi ha presentato i risultati del PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology), uno studio osservazionale condotto dall&#8217;Universit\u00e0 di Hamilton in Ontario che aveva come primo obiettivo l\u2019analisi dell&#8217;impatto dell&#8217;urbanizzazione sulla prevenzione primordiale (come ad esempio l&#8217;attivit\u00e0 fisica o l&#8217;alimentazione), sui fattori di rischio cardiovascolari (come l&#8217;obesit\u00e0, la dislipidemia, l\u2019ipertensione arteriosa) e dunque sull\u2019insorgenza di malattie cardiovascolari.<\/p>\n<p>Proprio nei giorni del Congresso, i risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosissima rivista scientifica <em>Lancet<\/em>. Per poter arrivare a stabilire un\u2019associazione tra l&#8217;assunzione di grassi e carboidrati e l&#8217;impatto sul sistema cardiovascolare, gli scienziati canadesi hanno analizzato le abitudini alimentari dei partecipanti allo studio, i quali dovevano riportare in un questionario la dieta seguita e lo stile di vita adottato. L\u2019analisi \u00e8 stata condotta su 135.335 soggetti, di et\u00e0 compresa tra i 35 ei 70 anni, arruolati tra il 2003 e il 2013, provenienti da 18 Paesi e da cinque Continenti, a basso medio e alto reddito.<\/p>\n<p>In base ai questionari compilati, i ricercatori hanno suddiviso i soggetti in diverse classi a seconda della dieta seguita, che si distingueva in base alla percentuale di calorie fornite dai diversi nutrienti (carboidrati, grassi o proteine). I dati acquisiti sono stati poi messi in relazione con quelli relativi agli eventi e alla mortalit\u00e0 cardiovascolare. In totale, durante il periodo di follow-up dello studio, sono stati registrati 5.796 decessi e 4.784 eventi cardiovascolari<\/p>\n<p>I risultati dell&#8217;analisi ha permesso ai ricercatori di osservare come gli individui inseriti nella classe ad alto consumo di carboidrati avessero un rischio di mortalit\u00e0 aumentato del 28%, rispetto a quelli appartenenti alla classe con pi\u00f9 basso consumo di zuccheri. Al contrario<strong>, le persone inserite nella fascia alta per consumo di grassi mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalit\u00e0<\/strong> totale ed in pi\u00f9 anche una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalit\u00e0 per cause non cardiovascolari. In questi stessi soggetti la riduzione del tasso di mortalit\u00e0 variava in relazione al tipo di grasso assunto: -14% per i grassi saturi; -19% per i grassi monoinsaturi; -29% per quelli polinsaturi.<\/p>\n<p>I risultati dello studio sono stati considerati quasi sconvolgenti e del tutto inaspettati da Mahshid Dehghan, ricercatrice del Population Health Research Institute della McMaster University e prima autrice dello studio. La Dehghan ha dichiarato a <em>Lancet <\/em>che limitare l&#8217;assunzione di grassi non migliora la salute delle persone, che \u00a0invece potrebbe trarre grandi benefici se venisse ridotto l&#8217;apporto dei carboidrati al di sotto del 60% del fabbisogno energetico totale, magari aumentando l&#8217;assunzione di grassi fino al 35%.<\/p>\n<p><strong>Dati sconvolgenti dunque? Novit\u00e0 assolute? Non proprio&#8230;<br \/>\n<\/strong>Gi\u00e0 15 anni fa le carte del rischio della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia avvertivano cardiologi e medici che il rischio globale cardiovascolare aumenta sensibilmente negli individui affetti anche da diabete e, precisamente, raddoppia nell&#8217;uomo e si quadruplica per la donna, ponendo dunque una grande attenzione sull\u2019eccesso di zuccheri nel sangue.<\/p>\n<p>Esattamente tre anni fa il dottor Dwight Lundell, cardiochirurgo americano di fama mondiale (gi\u00e0 primario chirurgo al Barner Heart Hospital di Mesa, Aizona), al termine della sua lunga carriera, dichiarava che lo stato di infiammazione delle arterie \u00e8 causato <em>in primis<\/em> da un <strong>sovraccarico di zuccheri<\/strong> e da un eccessivo consumo di oli vegetali ricchi di omega 6 (come la soia, il mais, il girasole), purtroppo tutti cibi che giornalmente (soprattutto negli USA) vengono acquistati nei supermercati e che l&#8217;industria alimentare produce e promuove. Il dottor Lundell precisava che c&#8217;\u00e8 solo un modo per ridurre l&#8217;infiammazione, responsabile del deterioramento arterioso e cardiaco, ed \u00e8 quello di ritornare a consumare alimenti nel loro stato naturale o non trattati industrialmente, sottolineando che &#8220;non c&#8217;\u00e8 nulla di scientifico quando vi dicono che i grassi sono la causa delle malattie cardiovascolari. Il colesterolo non \u00e8 l&#8217;unica causa dell&#8217;infarto, n\u00e9 lo sono i grassi saturi. \u00a0L\u2019infiammazione cronica causata da sovraccarico di carboidrati \u2013 concludeva Lundell \u2013 \u00e8 la via maestra per le malattie cardiovascolari, l&#8217;obesit\u00e0 e l&#8217;ictus&#8221;.<\/p>\n<p>Un anno fa, veniva pubblicata sulla prestigiosa e diffusissima rivista \u201c<em>Jama International Medicine<\/em>\u201d una ricerca che svelava il legame fra l&#8217;industria americana dello zucchero e diversi scienziati di punta, finanziati per \u201caddolcire\u201d (\u00e8 il caso di dirlo) il legame tra i carboidrati e le malattie cardiache, indiziando invece i grassi animali come l&#8217;unico vero colpevole.<\/p>\n<p>L\u2019analisi, condotta su diversi documenti interni dell&#8217;epoca (migliaia di pagine di lettere e altre carte scoperte da un ricercatore dell&#8217;UCSF, Universit\u00e0 di San Francisco, California) &#8211; pubblicata su <em>Jama<\/em> e rilanciata al grande pubblico dal <em>New York Times<\/em> e dalla <em>CNN<\/em> &#8211; sosteneva che cinque decenni di ricerche americane su alimenti e cardiopatie potrebbero essere state pilotate dall\u2019industria dello zucchero. Veniva ad esempio citato il cospicuo finanziamento della Sugar Research Foundation, nel 1967, di una ricerca su zucchero, grassi e cardiopatie. I risultati di quello studio, sfavorevole ai grassi, sarebbero stati utilizzati dalla Sugar Research Foundation (oggi diventata Sugar Association) per pubblicizzare lo scarso legame tra zucchero e danni alla salute cardiaca, mettendo in primissimo piano il ruolo dei grassi saturi. Uno degli autori del lavoro, Stanton A. Glantz, docente dell\u2019UCSF, dichiarava che i finanziamenti erano stati in grado di dirottare la discussione dallo zucchero per decenni.<\/p>\n<p><strong>Dieta vuol dire privazione? No, vuol dire equilibrio<br \/>\n<\/strong>In conclusione, per chi come noi non \u00e8 incline alle mode, \u00e8 utile ribadire dei semplici concetti, che rimangono basilari per una sana e corretta alimentazione e, dunque, per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.<\/p>\n<p>Ricordiamo innanzitutto che il termine dieta deriva dal <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_greca\">greco<\/a> <em>\u03b4\u03af\u03b1\u03b9\u03c4\u03b1<\/em>, \u201cmodo di vivere\u201d, cio\u00e8 in questo caso regola nell&#8217;alimentazione, che deve essere inclusiva, ricca ed equilibrata. <strong>Basta con le diete privative, con le diete e i cibi \u201csenza\u201d. <\/strong><\/p>\n<p>Per noi Italiani, poi, il consiglio \u00e8 banale. La nostra cultura secolare ha prodotto la <strong>dieta mediterranea<\/strong>, caratterizzata dall&#8217;equilibrio e dalla variet\u00e0 dei componenti alimentari quali <strong>carboidrati, proteine e grassi<\/strong>. Per ci\u00f2 che riguarda questi ultimi, importante \u00e8 la qualit\u00e0: sappiamo bene che quelli da privilegiare sono i <strong>grassi insaturi<\/strong> ed in particolare alcuni <strong>monoinsaturi<\/strong> (l&#8217;olio d\u2019oliva) e <strong>polinsaturi<\/strong> (gli omega 3 del pesce e della frutta secca). <strong>La nostra dieta mediterranea, col giusto apporto anche di carni, uova e formaggi, ci protegge naturalmente dalle patologie cardiovascolari e tumorali.<\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cLa dieta mediterranea \u00e8 molto pi\u00f9 che un semplice alimento. Essa promuove l&#8217;interazione sociale, poich\u00e9 il pasto in comune \u00e8 alla base dei costumi sociali e delle festivit\u00e0 condivise da una data comunit\u00e0, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversit\u00e0, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attivit\u00e0 tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all&#8217;agricoltura nelle comunit\u00e0 del Mediterraneo\u201d. \u00c8 con queste<\/em> motivazioni che <strong>la dieta mediterranea, nel novembre 2010, \u00e8 stata riconosciuta dall&#8217;UNESCO \u201cPatrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanit\u00e0\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Una<\/em> regola alimentare per vivere bene, a lungo e in salute e non (come spesso avviene oltreoceano) una dieta dimagrante, effimera, confezionata a tavolino.<\/p>\n<p><strong>Carlo Gaudio<\/strong><em><strong><br \/>\n<\/strong><\/em><em>Comitato scientifico COSNALA<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccessivo l\u2019allarme sul consumo di grassi. 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