NUTRIZIONE
a cura di Giorgio Calabrese, medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione
NUTRIZIONE
a cura di Giorgio Calabrese, medico specializzato in Scienza dell’Alimentazione
Perché l’olio Evo fa bene?
29 Settembre 2020 Extravergine d’oliva: un toccasana per il sistema nervoso
28 Settembre 2020 Gli effetti benefici dell’extravergine sull’esercizio fisico moderato
25 Settembre 2020 Olio Evo e sport
5 Giugno 2020 L’olio Evo previene la gastrite
4 Giugno 2020 Olio d’oliva e cuore
3 Giugno 2020 L’olio Evo contro l’Alzheimer
20 Maggio 2020 Olio d’oliva e cervello
13 Maggio 2020 Olio Evo: un alleato nella lotta alle malattie non trasmissibili
6 Maggio 2020 L’olio Evo fa bene alla pelle
8 Aprile 2020 Perché usare olio extravergine d’oliva
2 Marzo 2020 Extravergine: buone notizie dalla ricerca
16 Gennaio 2020 Garanzia della qualità
Extravergine e cucina
13 Dicembre 2019 Olio extravergine di oliva emblema della dieta mediterranea
5 Dicembre 2019 OLIO EVO – Il tesoro del Mediterraneo

20 Dicembre 2019

Perché l’olio Evo fa bene?


L’olio extravergine d’oliva fa bene alla salute! Ma quali sono gli elementi che gli conferiscono le proprietà di nutraceutico?

Intanto, l’olio Evo è particolare perché è ottenuto da un frutto e non da semi. Nel frutto tutti i nutrienti sono presenti in forma biologicamente attiva, a differenza che nei semi, che hanno bisogno di un grande lavoro energetico e metabolico; per cui tutte le molecole vengono scambiate con le cellule ed entrano in esse in modo efficace per prevenire molte malattie metaboliche e neurologiche e cardiovascolari. Quindi il frutto abbrevia la strada per l’utilizzo di queste salutari sostanze e il corpo ne riceve immediatamente i benefici.

L’extravergine è poi un grasso facilmente digeribile, perché ha una composizione analoga a quella del grasso umano e del latte materno.

Da cosa è composto? Per il 95-98% da trigliceridi, formati in gran parte dall’acido oleico, noto per i suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare. Rispetto agli altri grassi alimentari, nell’olio d’oliva risulta più alta anche la percentuale di acido linoleico, che aiuta a combattere il colesterolo.

L’elevata percentuale di acidi grassi mono e poli-insaturi risulta quindi fondamentale da un punto di vista medico.

Per quanto riguarda il resto della composizione chimica, vi rientrano composti assai diversi (idrocarburi, alcoli, alifatici e triterpenici, polifenoli, tocoferoli e steroli). Molti di questi composti rivestono un ruolo prevalentemente merceologico, per l’identificazione della qualità e genuinità del prodotto, altri invece hanno importanza anche da un punto di vista medico, nutrizionale.

Particolarmente importanti sono i polifenoli (antiossidanti e antinfiammatori), il betacarotene e la vitamina E, l’uno utile alla pelle e alla vista, l’altra al rinnovamento cellulare.

La capacità dei composti fenolici di migliorare la conservabilità degli oli è dovuta in gran parte al fatto che queste molecole possono comportarsi da radical scavenger e, come tali, arrestano o inibiscono i fenomeni ossidativi a carico degli acidi grassi, rallentando così il fenomeno di irrancidimento conseguente alla formazione di perossidi.

Il forte carattere di radical scavenger, cioè di spazzini di radicali liberi, fa dei composti fenolici molecole in grado di rallentare i fenomeni di irrancidimento dell’olio, ma anche di esercitare un buon effetto antietà sugli esseri umani. Ecco perché vengono utilizzati anche per l’industria dei prodotti cosmetici.

I fenoli, inoltre, sono responsabili della sapidità: sentore fruttato, gusto amaro e piccante.

Nell’olio d’oliva si trova un altro composto chimico prezioso: l’idrossitirosolo pare aumentare la capacità delle cellule di riparare il patrimonio genetico, agendo quindi come potente agente di prevenzione nei confronti di alcuni tipi di tumore.

La FDA (Food and Drug Administration) ha consentito di inserire uno specifico “claim” sull’etichetta degli oli di oliva, per informare i consumatori che è stata riscontrata una capacità dell’olio di oliva di ridurre i rischi di malattie cardiovascolari.

Questi sono solo alcuni dei motivi per considerare l’extravergine un vero e proprio alimento-farmaco.

Giorgio Calabrese – MEDICO DOCENTE  UNIV. DI ALIMENTAZIONE UMANA E DIETOTERAPIA

20 Dicembre 2019

Perché l’olio Evo fa bene?


L’olio extravergine d’oliva fa bene alla salute! Ma quali sono gli elementi che gli conferiscono le proprietà di nutraceutico?

Intanto, l’olio Evo è particolare perché è ottenuto da un frutto e non da semi. Nel frutto tutti i nutrienti sono presenti in forma biologicamente attiva, a differenza che nei semi, che hanno bisogno di un grande lavoro energetico e metabolico; per cui tutte le molecole vengono scambiate con le cellule ed entrano in esse in modo efficace per prevenire molte malattie metaboliche e neurologiche e cardiovascolari. Quindi il frutto abbrevia la strada per l’utilizzo di queste salutari sostanze e il corpo ne riceve immediatamente i benefici.

L’extravergine è poi un grasso facilmente digeribile, perché ha una composizione analoga a quella del grasso umano e del latte materno.

Da cosa è composto? Per il 95-98% da trigliceridi, formati in gran parte dall’acido oleico, noto per i suoi effetti benefici sul sistema cardiovascolare. Rispetto agli altri grassi alimentari, nell’olio d’oliva risulta più alta anche la percentuale di acido linoleico, che aiuta a combattere il colesterolo.

L’elevata percentuale di acidi grassi mono e poli-insaturi risulta quindi fondamentale da un punto di vista medico.

Per quanto riguarda il resto della composizione chimica, vi rientrano composti assai diversi (idrocarburi, alcoli, alifatici e triterpenici, polifenoli, tocoferoli e steroli). Molti di questi composti rivestono un ruolo prevalentemente merceologico, per l’identificazione della qualità e genuinità del prodotto, altri invece hanno importanza anche da un punto di vista medico, nutrizionale.

Particolarmente importanti sono i polifenoli (antiossidanti e antinfiammatori), il betacarotene e la vitamina E, l’uno utile alla pelle e alla vista, l’altra al rinnovamento cellulare.

La capacità dei composti fenolici di migliorare la conservabilità degli oli è dovuta in gran parte al fatto che queste molecole possono comportarsi da radical scavenger e, come tali, arrestano o inibiscono i fenomeni ossidativi a carico degli acidi grassi, rallentando così il fenomeno di irrancidimento conseguente alla formazione di perossidi.

Il forte carattere di radical scavenger, cioè di spazzini di radicali liberi, fa dei composti fenolici molecole in grado di rallentare i fenomeni di irrancidimento dell’olio, ma anche di esercitare un buon effetto antietà sugli esseri umani. Ecco perché vengono utilizzati anche per l’industria dei prodotti cosmetici.

I fenoli, inoltre, sono responsabili della sapidità: sentore fruttato, gusto amaro e piccante.

Nell’olio d’oliva si trova un altro composto chimico prezioso: l’idrossitirosolo pare aumentare la capacità delle cellule di riparare il patrimonio genetico, agendo quindi come potente agente di prevenzione nei confronti di alcuni tipi di tumore.

La FDA (Food and Drug Administration) ha consentito di inserire uno specifico “claim” sull’etichetta degli oli di oliva, per informare i consumatori che è stata riscontrata una capacità dell’olio di oliva di ridurre i rischi di malattie cardiovascolari.

Questi sono solo alcuni dei motivi per considerare l’extravergine un vero e proprio alimento-farmaco.

Giorgio Calabrese – MEDICO DOCENTE  UNIV. DI ALIMENTAZIONE UMANA E DIETOTERAPIA